Bambini e adulti

Deglutizioni disfunzionali.

  • «Salve dottoressa, il dentista mi ha consigliato una valutazione per la posizione della lingua. Mio figlio non ha difficoltà di linguaggio, ma vorrebbe capire se può servire. Possiamo fissare un appuntamento?»

  • «Abbiamo messo l’apparecchio da poco. Adesso fa fatica nell’articolazione e passa la lingua sotto. Come possiamo fare?»

  • «Quando deglutisce sento che fa rumore, e vedo la lingua che sporge. Il dentista dice che servono degli esercizi: fissiamo un appuntamento?»

Molto spesso il primo contatto inizia così.

Perché succede
Strumenti per la terapia miofunzionale della deglutizione nello studio di logopedia a Viterbo: Lip Gym, bottoni colorati e sonde

Di che cosa mi occupo.

Deglutiamo centinaia di volte al giorno, quasi sempre senza pensarci. Quando la lingua lo fa in una posizione scorretta, quel piccolo gesto ripetuto può condizionare lo sviluppo della bocca e il lavoro dell’apparecchio ortodontico.

  • Deglutizione disfunzionale

    Invece di salire verso il palato, la lingua spinge in avanti contro i denti, oppure di lato. Un movimento scorretto che si ripete a ogni deglutizione e che, da solo, non si corregge.

  • Postura linguale

    Anche a riposo la lingua ha una sua posizione corretta. Quando invece sta abitualmente in basso o in avanti, e spesso la bocca resta aperta, influisce su come crescono la bocca e il viso.

  • Dopo il frenulo o l’apparecchio

    Capita di arrivare qui dopo il taglio di un frenulo linguale corto, o durante un percorso ortodontico. La lingua va rieducata alla posizione corretta perché il lavoro del dentista duri nel tempo.

  • Il lavoro con l’ortodontista

    È l’area in cui il lavoro a due mani è più stretto: l’ortodontista si occupa dell’anatomia, io della fisiologia. Procediamo di pari passo, ognuno sul suo, verso lo stesso obiettivo.

Come funziona la valutazione.

Si parte da una valutazione della deglutizione e della postura della lingua, per capire da dove nasce lo squilibrio e come intervenire.

  1. Primo contatto

    Spesso è il dentista o l'ortodontista a notare per primo come spinge la lingua, e a indirizzarti qui. Da lì partiamo.

  2. Valutazione condivisa

    Osservo da vicino, con un esame obiettivo, in uno o più incontri. Analizzo la postura linguale, l'equilibrio miofunzionale, l'articolazione verbale e realizzo una valutazione della deglutizione. Tu sei parte del processo, non spettatore.

  3. Restituzione

    Ti spiego cosa ho visto in parole chiare, senza tecnicismi. Niente etichette buttate lì: solo un quadro onesto e cosa possiamo farne.

  4. Percorso su misura

    Se serve un percorso, lo costruiamo sulla persona, con obiettivi condivisi che rivediamo strada facendo. Mai un pacchetto deciso prima.

Per la deglutizione la valutazione si chiude di solito in un solo incontro. Da lì capiamo insieme se e come proseguire.

Mary durante un momento di valutazione, studio di logopedia a Viterbo
Mary durante un esercizio di terapia miofunzionale con una ragazza al tavolo, studio di logopedia a Viterbo

Un’immagine che uso spesso

L’apparecchio sistema l’anatomia.
La lingua, la fisiologia.

Quando un bambino mette l’apparecchio, il dentista agisce sull’anatomia: i denti si allineano, il palato si espande, l’arcata cambia forma. È un lavoro corretto e spesso necessario.

Ma la lingua è un muscolo, e come ogni muscolo ha le sue abitudini. Se ha imparato a spingere nel punto sbagliato continua a farlo, anche con l’apparecchio in bocca. E quando l’apparecchio viene tolto, quel movimento ripetuto centinaia di volte al giorno può riportare i denti fuori posto.

Per questo il lavoro si fa a due mani: il dentista sull’anatomia, io sulla fisiologia. È quando i due percorsi si incontrano che i risultati restano nel tempo.

Quando ha senso una valutazione.

A volte è l’ortodontista a indirizzare qui.
Altre volte sono piccoli segnali quotidiani, facili da non notare.

  • L’ortodontista o il dentista ha consigliato un lavoro sulla lingua
  • Tiene spesso la bocca aperta, anche da fermo o mentre dorme
  • Si vede la lingua spingere in avanti mentre deglutisce o parla
  • Dopo l’apparecchio i denti tendono a tornare fuori posto
Postazione di lavoro dello studio di logopedia a Viterbo

Da dove arriva

Le cause che vengono prima.

Intorno ai sei anni, in un bambino, la deglutizione dovrebbe evolvere verso lo schema maturo: l’apice della lingua si appoggia subito dietro gli incisivi superiori, sulle rughette retroincisali, e da lì la deglutizione scorre in equilibrio, senza forzare la dentatura.

Quando questo passaggio non avviene, le cause sono spesso più d’una. Ipertrofia delle adenoidi o delle tonsille, allergie respiratorie che costringono a respirare con la bocca aperta, abitudini viziate come l’uso prolungato del ciuccio o la suzione del pollice in età infantile. La lingua trova la posizione sbagliata, e poi non se ne stacca più.

Una buona valutazione cerca queste cause e le rimette in ordine. A volte, accanto al mio lavoro, serve un confronto con l’otorino o con l’allergologo.

Mary abbraccia una bambina in camicia celeste, studio di logopedia a Viterbo

Anche se non è linguaggio

Quando la lingua condiziona il linguaggio.

Una deglutizione disfunzionale a volte porta con sé piccoli effetti collaterali sul parlato: una pronuncia un po’ sibilante, una lingua che si vede troppo quando si parla, un’articolazione che con l’apparecchio diventa più faticosa.

Sono piccoli segnali, di solito, ma per un bambino possono pesare nelle relazioni con i compagni. Per questo, quando lavoro sulla deglutizione, tengo sempre d’occhio anche come parla e come si sente parlando.

Quanto dura un percorso.

Non lavoro a pacchetti di sedute decisi in anticipo, e non trovi un listino su questo sito. La durata dipende dalla persona e dagli obiettivi che fissiamo insieme: una valutazione può chiudersi in un incontro, un percorso può durare qualche mese o accompagnare la crescita più a lungo. Nessun percorso è uguale a un altro, e lo ricalibriamo mentre andiamo avanti.

Cosa possiamo fare, come adulti.

Una deglutizione disfunzionale non si corregge con il tempo da sola. Ha bisogno di un percorso mirato, breve nei tempi e specifico negli obiettivi, da fare in dialogo costante con il dentista o l’ortodontista. Quando le due figure si parlano, il bambino fa un solo viaggio invece di due.

La rete che lavora insieme

Non lavoro
da sola.

Qui la rete conta più che altrove: con dentisti e ortodontisti il lavoro è a due mani, loro sull’anatomia e io sulla postura della lingua. Procediamo insieme.